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IL PARERE - Adani: "Esonero di Allegri? Senza evoluzione arriva il canto del cigno"
26.05.2026 00:13 di Napoli Magazine
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Lele Adani, ex calciatore e opinionista, è intervenuto ai microfoni di Viva el Futbol e ha parlato di Massimiliano Allegri, esonerato dal Milan: "Catastrofe di Allegri per il tipo di campionato e per il margine che c'era. Io usai un termine, che qualcheduno me lo rinfacciava all'inizio: se non c'è evoluzione è il canto del cigno. Se tu non fai questo quest'anno, dopo quello che hai fatto gli anni alla Juve, dopo il segnale che ti dà il calcio, dopo la fiducia che ti ha dato il Milan: o fai questo, o siamo al canto del cigno. Quando era secondo in classifica mi rinfacciavano la frase 'canto del cigno', cosa che veramente si è rivelata. Allora, probabilmente avevo troppe speranze nel vedere quelle partite come lavoro rinnovato. E allora sinceramente quelle speranze hanno offuscato la mia idea di crescita. Non era crescita, era casualità. La casualità si è manifestata tale, con una piccola differenza: qualche anno fa la casualità passava. Casualità rivelata alla Juve e in questa ultima speranza da verificare con un calcio che ha preso il largo - il calcio di proposta, di sviluppo di idee, di collettivo - ha proprio messo a nudo quella casualità, quella indaguatezza".

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IL PARERE - Adani: "Esonero di Allegri? Senza evoluzione arriva il canto del cigno"

di Napoli Magazine

26/05/2026 - 00:13

Lele Adani, ex calciatore e opinionista, è intervenuto ai microfoni di Viva el Futbol e ha parlato di Massimiliano Allegri, esonerato dal Milan: "Catastrofe di Allegri per il tipo di campionato e per il margine che c'era. Io usai un termine, che qualcheduno me lo rinfacciava all'inizio: se non c'è evoluzione è il canto del cigno. Se tu non fai questo quest'anno, dopo quello che hai fatto gli anni alla Juve, dopo il segnale che ti dà il calcio, dopo la fiducia che ti ha dato il Milan: o fai questo, o siamo al canto del cigno. Quando era secondo in classifica mi rinfacciavano la frase 'canto del cigno', cosa che veramente si è rivelata. Allora, probabilmente avevo troppe speranze nel vedere quelle partite come lavoro rinnovato. E allora sinceramente quelle speranze hanno offuscato la mia idea di crescita. Non era crescita, era casualità. La casualità si è manifestata tale, con una piccola differenza: qualche anno fa la casualità passava. Casualità rivelata alla Juve e in questa ultima speranza da verificare con un calcio che ha preso il largo - il calcio di proposta, di sviluppo di idee, di collettivo - ha proprio messo a nudo quella casualità, quella indaguatezza".