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M' 'O VVECO IO
SHOW TIME - Rivieccio su "NM": "In Champions nun tenimme mai 'ciorta'!"
13.12.2018 20:14 di Napoli Magazine

NAPOLI - Alla fine mi sono convinto che gli unici a non rammaricarsi più di tanto per l’eliminazione del Napoli saranno stati gli espositori di poltrone e salotti. Infatti quanti divani tra Napoli e provincia saranno stati sfondati al 92’ per la miracolosa parata di Allison sul tiro di Milik? E Ospina, protagonista di due salvataggi clamorosi, sul gol di Salah le cosce le poteva chiudere meglio e coprire il palo che in queste sfide non ci è mai complice? E’ stato troppo forte il Liverpool o il Napoli non è stato quello che ci ha abituato negli ultimi due mesi? L’effetto Anfield su alcuni azzurri si è sentito più del dovuto? Sono questi e altri ancora gli interrogativi che mi hanno accompagnato per buona parte della notte e della giornata di ieri, deluso come tutti i tifosi azzurri da un’eliminazione che nessuno si aspettava. Neanche il Maalox, il Gaviscon e il Riopan hanno attutito i bruciori di stomaco che si sono rincorsi per buona parte della giornata. Milner, Salah e Manè facevano pressing e raddoppiavano anche su gastrite ed esofagite, patologie che subito dopo il fischio di chiusura di Skomina hanno colpito il 90% dei supporter azzurri. Certo, si sapeva che a Liverpool sarebbe stata dura, che in quello stadio molti ci hanno lasciato le penne. Ma l’attrezzatura del Napoli, la possibilità di avere due risultati su tre a disposizione, facevano ben sperare. E invece non è andata così. Eppure i primi 10 minuti avevano fatto augurare una partita diversa. Poi a mio avviso il fallaccio su Mertens punito solo con un giallo dove invece c’avrei visto un cartellino colore marrone, deve aver fatto convincere qualcuno che la partita non sarebbe stata facile e frenato Ciro il Grande più del dovuto. Troppo imballati per 80 minuti per sperare in un risultato diverso, il Napoli si è trovato di fronte il miglior Liverpool della stagione. Resta il rammarico di una qualificazione che si poteva e doveva ottenere. Diceva qualcuno: “Sarebbe bastato non prendere il gol della Stella Rossa al San Paolo e il risultato di ieri sarebbe stato ancora buono“. “Sarebbe stato sufficiente non beccare il gol di Di Maria a Parigi oppure andare a vincere nel debutto a Belgrado e mo’ eravamo qualificati“. Purtroppo con i “se” non si fa la storia. E allora non ci resta che recriminare su un sorteggio che in Champions non è mai stato amico, se è vero che anche negli anni di Benitez addirittura uscimmo per differenza di reti col Borussia a 12 punti. Incontrare i Reds come terza fascia significa proprio non avere “ciorta” e forse la spiegazione sta tutta lì. Per cui una sola preghiera: il 17 dicembre prima del sorteggio per l’Europa League facciamoci benedire da un sacerdote di colore azzurro…

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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