NAPOLI - Cari amici di "Napoli Magazine", da uomo di sport, questo lunedi' voglio ricordare Marco Simoncelli. Un ragazzo giovane, di soli 24 anni, umile, ricciolutissimo, che ha perso la vita tragicamente a Sepang durante la tappa malesiana del motomondiale dopo appena due giri. Un campione, un vero campione, di quelli che ti fanno sussultare, sobbalzare, gioire e che ti fanno riscoprire l'orgoglio di avere un italiano così. Di giovani vite spezzate, purtroppo, ne abbiamo viste tante e a tutte le famiglie che hanno sofferto e stanno soffrendo va il mio pensiero. Da questo drammatico episodio, che come uno schiaffo violento ha turbato la domenica di tutti noi sportivi, voglio prendere spunto per porre alla vostra attenzione alcune parole di Simoncelli per riflettere su come vivere i nostri sogni, su come affrontare la nostra vita e con quale spirito: "Contro chi corro? Mi verrebbe da dire per battere gli altri. Poche pugnette non voglio stare dietro. Poi, se ci penso ti dico che corro perche' provo una sensazione unica, non te lo so spiegare, ma è qualcosa di speciale, nascosto dentro di me. Perché ho i capelli lunghi? Mi piacciono, non mi fanno sentire normale, mi fanno sentire particolare, me stesso, unico. Mi sento solo? No! No! C'è la mia famiglia, la mia morosa i miei amici che godono dei miei successi, c'è la clinica mobile che mi aiuta nei momenti difficili. Sento quanto bene c'è attorno a me, tanto di quel bene che mi scalda. Cosa penso del dolore? Non mi piace. Ma lo sopporto. E' inutile lamentarsi. Lo sopporto in silenzio. Diobo' è meglio così. Il dolore dell'anima? È brutto, tanto brutto, ma dopo lo sconforto che deriva da questa cosa brutta, mi viene come una carica. Mi sento meglio e guido meglio la moto. Non hai paura di ammazzarti se fai un incidente? No. Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera". In tutti gli sport, come in serie A, Marco e' stato ricordato con un minuto di silenzio e con diversi striscioni "Ciao Sic". Noi qui, su "Napoli Magazine", ti ricordiamo con questa foto che ti inquadra allo stadio San Paolo: continua a correre in cielo per noi col tuo grande sorriso, noi faremo lo stesso qui per te. Il Napoli? Dico solo che ora bisogna iniziare a trottare in campionato, a partire dal match con l'Udinese, senza se e senza ma, per non perdere quota con la vetta.
Stefano Borgonovo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'ultima intervista a Simoncelli
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di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
NAPOLI - Cari amici di "Napoli Magazine", da uomo di sport, questo lunedi' voglio ricordare Marco Simoncelli. Un ragazzo giovane, di soli 24 anni, umile, ricciolutissimo, che ha perso la vita tragicamente a Sepang durante la tappa malesiana del motomondiale dopo appena due giri. Un campione, un vero campione, di quelli che ti fanno sussultare, sobbalzare, gioire e che ti fanno riscoprire l'orgoglio di avere un italiano così. Di giovani vite spezzate, purtroppo, ne abbiamo viste tante e a tutte le famiglie che hanno sofferto e stanno soffrendo va il mio pensiero. Da questo drammatico episodio, che come uno schiaffo violento ha turbato la domenica di tutti noi sportivi, voglio prendere spunto per porre alla vostra attenzione alcune parole di Simoncelli per riflettere su come vivere i nostri sogni, su come affrontare la nostra vita e con quale spirito: "Contro chi corro? Mi verrebbe da dire per battere gli altri. Poche pugnette non voglio stare dietro. Poi, se ci penso ti dico che corro perche' provo una sensazione unica, non te lo so spiegare, ma è qualcosa di speciale, nascosto dentro di me. Perché ho i capelli lunghi? Mi piacciono, non mi fanno sentire normale, mi fanno sentire particolare, me stesso, unico. Mi sento solo? No! No! C'è la mia famiglia, la mia morosa i miei amici che godono dei miei successi, c'è la clinica mobile che mi aiuta nei momenti difficili. Sento quanto bene c'è attorno a me, tanto di quel bene che mi scalda. Cosa penso del dolore? Non mi piace. Ma lo sopporto. E' inutile lamentarsi. Lo sopporto in silenzio. Diobo' è meglio così. Il dolore dell'anima? È brutto, tanto brutto, ma dopo lo sconforto che deriva da questa cosa brutta, mi viene come una carica. Mi sento meglio e guido meglio la moto. Non hai paura di ammazzarti se fai un incidente? No. Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera". In tutti gli sport, come in serie A, Marco e' stato ricordato con un minuto di silenzio e con diversi striscioni "Ciao Sic". Noi qui, su "Napoli Magazine", ti ricordiamo con questa foto che ti inquadra allo stadio San Paolo: continua a correre in cielo per noi col tuo grande sorriso, noi faremo lo stesso qui per te. Il Napoli? Dico solo che ora bisogna iniziare a trottare in campionato, a partire dal match con l'Udinese, senza se e senza ma, per non perdere quota con la vetta.
Stefano Borgonovo
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