PIRICICABA (BRASILE) - Ciao a tutti, amici di "Napoli Magazine". Sono senza parole per quello che è successo a Piermario Morosini. Veder morire un collega in campo, senza poter fare nulla, è stato triste, molto triste e difficile da credere. Le immagini qui in Brasile sono state viste e riviste tante volte. Ho letto anche dei momenti difficili che "Moro" ha vissuto con la famiglia. Prima la morte della mamma nel 2001, due anni dopo il papà e successivamente il fratello disabile. Rimasto solo con la sorella, anche lei disabile, non si è mai arreso: che mito! Di sicuro e' stata una vita difficile per lui. Per questo si può dire che era un campione. Ma morire a soli 26 anni ci fa riflettere sulla vita. La nostra esistenza può essere davvero breve, per questo dobbiamo godercela nel migliore dei modi. Rivedendo quelle immagini, continuo a chiedermi cosa gli sarà passato per la testa nel momento in cui è caduto a terra e, dopo due tentativi, non riusciva a rialzarsi... Quando l'ambulanza è arrivata sul campo, non era cosciente. Mi auguro che almeno non abbia sofferto. Se Morosini tornasse in vita ci direbbe sicuramente, col suo grande sorriso, di goderci ogni istante che viviamo. Magari di chiedere perdono, se abbiamo commesso degli errori, di dire "ti amo" alle persone care, di chiamare un amico che non sentiamo da tanto tempo e via discorrendo. La morte è un qualcosa che ci fa riflettere sul nostro stato d'animo. Voi siete felici? Per saperlo basta fermarsi un attimo ed ascoltare il nostro cuore. Morosini se ne e' andato, noi siamo rimasti. La vita continua e questo dramma deve indurci a riflettere. A martedi' prossimo.
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Andrè Cruz
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
PIRICICABA (BRASILE) - Ciao a tutti, amici di "Napoli Magazine". Sono senza parole per quello che è successo a Piermario Morosini. Veder morire un collega in campo, senza poter fare nulla, è stato triste, molto triste e difficile da credere. Le immagini qui in Brasile sono state viste e riviste tante volte. Ho letto anche dei momenti difficili che "Moro" ha vissuto con la famiglia. Prima la morte della mamma nel 2001, due anni dopo il papà e successivamente il fratello disabile. Rimasto solo con la sorella, anche lei disabile, non si è mai arreso: che mito! Di sicuro e' stata una vita difficile per lui. Per questo si può dire che era un campione. Ma morire a soli 26 anni ci fa riflettere sulla vita. La nostra esistenza può essere davvero breve, per questo dobbiamo godercela nel migliore dei modi. Rivedendo quelle immagini, continuo a chiedermi cosa gli sarà passato per la testa nel momento in cui è caduto a terra e, dopo due tentativi, non riusciva a rialzarsi... Quando l'ambulanza è arrivata sul campo, non era cosciente. Mi auguro che almeno non abbia sofferto. Se Morosini tornasse in vita ci direbbe sicuramente, col suo grande sorriso, di goderci ogni istante che viviamo. Magari di chiedere perdono, se abbiamo commesso degli errori, di dire "ti amo" alle persone care, di chiamare un amico che non sentiamo da tanto tempo e via discorrendo. La morte è un qualcosa che ci fa riflettere sul nostro stato d'animo. Voi siete felici? Per saperlo basta fermarsi un attimo ed ascoltare il nostro cuore. Morosini se ne e' andato, noi siamo rimasti. La vita continua e questo dramma deve indurci a riflettere. A martedi' prossimo.
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Andrè Cruz
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